Ultime notizie

Dal Gazzettino di giovedì 10 luglio 2008

L'anagrafe

Il microchip ne conta 3 mila

Una cosa è certa, quando esiste un'anagrafe canina è più semplice prevenire i casi di aggressione poiché gli animali sono schedati e monitorati. Ma in provincia di Pordenone non tutti i Comuni ne sono dotati, in particolare quelli di ridotte dimensioni. I cani iscritti all'anagrafe del Comune di Pordenone sono 3100, 25 appartengono a razze pericolose e l'assessore Zanolin ha assicurato che sono noti e controllati i proprietari, tuttavia, cinque cani che non fanno parte della black-list o lista cani pericolosi, hanno dato segnali di aggressività non controllata. Il problema dei cani messi all'indice sta per essere rivisto dal sottosegretario Francesca Martini che bandirà la lista del decreto Turco a favore di maggiore formazione cinofila. «Più che stendere una lista dei cani pericolosi noi della Lav - ha chiarito la posizione Guido Iemmi - optiamo per una dissuasione dell'acquisto di alcune razze a determinati proprietari». Come dire a ogni cane il padrone più adeguato. Una posizione che vede concorde il vicepresidente dell'Apnec Fvg (Associazione professionale nazionale educatori cinofili), l'etologa ed educatrice cinofila del centro "Spilimbau", Livia Conterno, che lancia l'ennesimo appello alle istituzioni finora rimasto inascoltato. «Rinnoviamo la nostra proposta per una collaborazione - ha dichiarato - con il nostro centro, attraverso il riconoscimento della tessera "Cani e padroni buoni cittadini", creando un registro dei proprietari che hanno frequentato il corso e superato il relativo esame presso i Comuni di residenza». Anche il SIVeLP prende posizione in merito ritenendo di primaria importanza «rivedere le norme legislative al fine di modificarne il contenuto per sviluppare un modello legislativo che sensibilizzi allevatori e proprietari all'idoneo commercio e detenzione di animali» come ha spiegato Maria Paola Cassarani, medico veterinario esperto nel comportamento animale ed educatore cinofilo.

S.C.



Dal Gazzettino di giovedì 10 luglio 2008

I gatti

Ma aumentano i problemi legati al numero di felini

Grazie a campagne nazionali, l'ultima il tour di Panariello in tutta Italia a partire dal 14 luglio con lo spettacolo "Del mio meglio live" per sostenere un grande progetto animalista, gli abbandoni dei cani sono in calo, specie nel Comune di Pordenone che si batte per le adozioni intervenendo finanziariamente, quel che preoccupa in questo momento sono i gatti. Tanto che si parla di emergenza. «I gatti - ha ricordato l'assessore Giovanni Zanolin - non hanno padrone, sono liberi e se abbandonati si riproducono in continuazione». Per questo diviene indispensabile effettuare la scelta responsabile della sterilizzazione che, peraltro, elimina il rischio di cisti ovariche e cancro alle mammelle per le gatte e previene nei maschi il cancro alla prostata. Elimina, inoltre, il rischio di malattie virali come la Fiv (paragonabile all'Aids degli umani) e la Felv, la leucemia felina. All'Ass che ha il compito di sterilizzare i gatti abbandonati sul territorio, viene incontro il Comune con un rimborso spese di 50 euro per la femmina e 30 per il maschio. Nel 2007 in città sono stati abbandonati 250 felini e in provincia si effettuano circa 200 sterilizzazioni l'anno. Lo scorso anno il Comune ne ha sterilizzati 41, mentre ben più alto il numero dell'anno prima, 90. «La Lav auspica - ha dichiarato Guido Iemmi - la liberalizzazione del mercato, affinché anche i veterinari privati possano effettuare le sterilizzazioni». In aumento le colonie feline censite, da 27 del 2006, sono passate 29 nell'anno successivo e oggi il Comune ne ha ben 34 seguite da volontari che privatamente si occupano di accudire i gatti e segnalare alle autorità competenti eventuali problemi di salute dell'animale. Oltre un centinaio, inoltre, sono i gattini ricoverati alla Dingo.

S.C.



Dal Gazzettino di domenica 1 giugno 2008

I fatti sono accaduti in un orto a San Liberale. Segnalazioni alla LAV che ha poi avvisato i carabinieri di Sacile

Gatti presi a bastonate e impiccati, denunciato

È una sorta di orto degli orrori quello che è stato scoperto nella zona di San Liberale, all'interno del quale, secondo la LAV, sarebbero stati uccisi dei gatti: catturati, presi a bastonate e infine impiccati. Il colpevole di queste violenze gratuite è stato individuato e denunciato per maltrattamento di animali.
La segnalazione è arrivata dal responsabile provinciale della LAV, Guido Iemmi, dopo che in questi giorni l'associazione è stata tempestata di telefonate di cittadini della zona di San Liberale che segnalavano le violenze contro gli animali. Una vicenda che, secondo la LAV, sarebbe iniziata ad aprile quando sulla rete di un orto a San Liberale è stato trovato un gatto impiccato. Quindici giorni dopo, sempre secondo la LAV, il 2 maggio, nello stesso orto, utilizzando una gabbia a scatto, è stato catturato e poi appeso con filo, un altro gatto. Testimoni asseriscono di aver visto un uomo brandire un bastone vicino al gatto già morto. Sono una decina le persone che hanno assistito alla scena, fra le quali la stessa padrona del gatto, (che abita nelle adiacenze dell'orto); l'animale mancava da casa da una settimana. La donna, riconosciuto il suo gatto, ha chiamato denunciato il fatto ai carabinieri che giunti nell'orto, hanno constatato l'accaduto.
Ma la vicenda non è finita qui. Infatti, secondo quanto riferito alla LAV, una settimana dopo il fatto, una ragazza avrebbe visto dentro una gabbia nello stesso orto il suo gatto. Anche in questo caso sono intervenuti i carabinieri che hanno liberato l'animale. Questi episodi hanno allarmato l'intera zona di San Liberale e, al numero telefonico anti-maltrattamenti della LAV (320/4795023) sono giunte numerose chiamate che «segnalavano - sottolinea Iemmi - che sempre nel solito orto, era presente la gabbia trappola». A fronte di questi fatti e in considerazione che probabilmente la gabbia poteva essere la stessa utilizzata per la prima cattura, la LAV ha chiesto subito ai carabinieri di rimuoverla, operazione che è stata eseguita.



Comunicato stampa aprile 2008

ANIMALI MALTRATTATI, CERCANO GIUSTIZIA DAL TRIBUNALE PENALE DI PORDENONE, LA LAV INTERVIENE NEL PROCEDIMENTO PENALE SORTO A CARICO DEL RESPONSABILE DI TALI ATROCITA' E IN DIFESA ANCHE DELLE MUCCHE SOPRAVVISUTE ALLA STALLA DEGLI ORRORI

La LAV, primo Ente animalista riconosciuto con decreto del Ministero della Salute ex art 19 quater legge 189 del 2004 con finalità di tutela degli interessi lesi dai reati contro gli animali interviene in questo triste caso di violazione dell' articolo 544 BIS C.P. UCCISIONE DI ANIMALE 544 ter c.p. maltrattamento di animali in concorso con l'art 727 c.p.
"E così, in definitiva, risulta evidente come gli accadimenti così come descritti nei fatti dettati dalla grave condotta di indifferenze ed insensibilità di Daniele Tonon, 46 anni, di San Quirino (PN), che in quanto imprenditore agricolo non può assolutamente sentirsi esonerato in alcun modo dal rispetto della normativa vigente in materia di tutela di animali, ma anzi è soggetto qualificato nel senso che gli si richiede la maggiore diligenza prevista per chi lavora con animali e dunque se ne richiede la massima sanzione affinché comportamenti del genere non siano più perpetuati, in quanto assolutamente non necessitati. " afferma la dottoressa Carla Campanaro dell'Ufficio legale nazionale.
Pertanto, la LAV denuncia per il reato di cui all'art 544 bis c.p., 544 ter cp ravvisabili nei fatti di cui sopra l'imprenditore agricolo Daniele Tonon, 46 anni, di San Quirino (PN) e chiede siano disposte aspre sanzioni nei suoi confronti, tra cui la sospensione dell'attività commerciale.
La LAV si costituirà parte civile nel futuro rinvio a giudizio, a supporto dell'attività accusatoria della procura ed aspira all'interdizione dell'attività di allevamento ai sensi dell'art 544 exies c.p.
"Confidiamo nella giustizia e nelle più severe pene introdotte dalla nuova normativa, la legge 189/04, contro il maltrattamento di animali: l'imputato rischia, per questo reato, la reclusione fino a un anno e una multa fino a 15.000 euro - dichiara il responsabile della LAV di Pordenone, Guido Iemmi - Grazie a questa riforma del Codice penale in materia di maltrattamenti, le Forze dell'Ordine e la Magistratura hanno finalmente uno strumento di repressione più efficace. Gli animali sopravvissuti, sono stati salvati grazie all'encomiabile lavoro delle Forze dell'Ordine e del Settore Veterinario dell'ASL, ma il nostro pensiero deve andare ai tanti altri animali maltrattati e uccisi, ai quali dobbiamo garantire rispetto, diritti e giustizia".

Guido Iemmi



Dal Gazzettino di giovedì 3 aprile 2008

SAN QUIRINO Lunedì nell’allevamento di Daniele Tonon, dove sono state trovate morte 23 mucche, è venuta alla luce la vitellina della speranza, chiamata Giorgina

Nuova vita nella "stalla degli orrori"

Dopo giorni da incubo, durante i quali gli inquirenti hanno dovuto confrontarsi con un'unica desolante realtà, fatta di morte e di carcasse in decomposizione di animali, nel tardo pomeriggio di lunedì è tornata la speranza all'interno dell'allevamento agricolo di Daniele Tonon, che ha sede nei Magredi di San Foca a San Quirino. Il titolare dell'allevamento, aiutato da un veterinario e dagli stessi carabinieri, ha aiutato una delle mucche che si erano salvate a dare alla luce una vitellina. L'animale, subito "battezzato" Giorgina, sta bene e ha iniziato a succhiare il latte dalle mammelle della madre, mettendosi in piedi. Sarà però subito svezzato e alimentato con latte artificiale perché la madre, da quanto si è appreso, non si è ancora ristabilita e non potrebbe sopportare lo sforzo di alimentare Giorgina.
Intanto proseguono le indagini dei carabinieri, coordinati dal pm Federico Facchin e dal luogotenente Giorgio Ferracin, per ricostruire quanto accaduto nell'allevamento e perché sono morte 23 mucche. Da quanto si è appreso gli animali sarebbero apparsi alquanto trascurati tanto che per il momento resta confermata l'accusa di maltrattamenti e uccisione di animali, formalizzata all'imprenditore Daniele Tonon. E stata inoltre avviata la bonifica dell'allevamento dagli animali morti: le carcasse delle mucche sono state inviate in discariche specializzate, dove sono state osaranno incenerite.

R.O.



8 E 9 MARZO LA LAV DI PORDENONE IN CORSO VITTORIO EMANUELE PER DIFENDERE 400 MILIONI DI GALLINE: NUOVO GOVERNO RISPETTI 2012 PER BANDO GABBIE DI BATTERIA. PETIZIONE E GUIDA INFORMATIVA SU ETICHETTATURA UOVA.

Sabato 8 e domenica 9 marzo la LAV di Pordenone sarà presente in Corso Vittorio Emanuele, 20 dalle 09:00 alle 19:00 per chiedere, con una petizione rivolta al nuovo Governo italiano, che venga confermata la data del 1° gennaio 2012 per la messa al bando delle gabbie di batteria per le galline destinate alla produzione di uova, secondo quanto già stabilito da una Direttiva UE approvata nel 1999. Più di 400 milioni di galline ovaiole in Europa vivono rinchiuse in gabbie di batteria grandi meno di un foglio A4, senza alcuna possibilità di muoversi, sottoposte a una vita innaturale. Grazie a una storica campagna, la LAV ha ottenuto il bando europeo di queste gabbie a partire dal 2012, ma ora l'industria avicola tenta di opporsi o di posticipare il bando. L'8 e il 9 marzo la LAV scenderà in 350 piazze d'Italia per difendere questa difficile conquista che finalmente metterà fine ad un sistema di allevamento intensivo particolarmente crudele: in piazza i cittadini potranno firmare la petizione, riceveranno una Guida pratica sul sistema di etichettatura delle uova e l'uovo di cioccolato della LAV (con una donazione minima di 10 euro) realizzato con ingredienti e sorprese equo e solidali.
La LAV chiede una più chiara indicazione, sulle confezioni di uova, del metodo di allevamento delle galline, per un'informazione completa e trasparente che ponga il consumatore nella condizione di scegliere in modo consapevole. L'etichettatura delle confezioni di uova da galline allevate in gabbia, infatti, non reca la prevista dicitura chiaramente leggibile ed in evidenza, e le rappresentazioni grafiche non sono in grado di mostrare l'effettivo sistema di allevamento delle galline, ingenerando nel consumatore la convinzione che tali uova derivino da galline allevate libere e all'aperto.
Secondo l'indagine Eurobarometro della Commissione Europea, oltre il 57% dei cittadini europei ritiene che l'allevamento delle galline ovaiole nelle gabbie di batteria debba essere profondamente cambiato per la sofferenza che arreca agli animali. Studi scientifici e una relazione dell'Autorità per la sicurezza alimentare dell'UE hanno evidenziato i gravi problemi di benessere per le galline ovaiole nelle gabbie di batteria. Si ricorda, inoltre, che il nuovo Trattato UE impegna le istituzioni europee e nazionali a tenere pienamente in considerazione il benessere degli animali nella legislazione, in quanto esseri senzienti. La vendita delle uova derivanti da allevamenti con sistemi non in gabbia è in forte crescita negli ultimi anni e in alcuni Paesi UE ha raggiunto anche il 70% del totale delle uova vendute.
La LAV invita i cittadini ad orientare le proprie scelte verso le uova prodotte da galline allevate all'aperto o secondo il metodo biologico, rifiutando da subito l'acquisto delle uova da galline recluse in gabbie di batteria. Ricordiamo che le uova devono essere etichettate secondo il metodo di allevamento delle galline, identificato con un codice impresso su ciascun uovo e con diciture sulle confezioni. Sono immesse in commercio quattro tipologie di uova:

  • ALLEVAMENTO BIOLOGICO - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE "0": le galline possono godere di spazi all'aperto e densità minime d'allevamento maggiori e, cosa importante, mai in gabbia. Le galline in questo caso sono anche alimentate con mangimi di provenienza biologica.
  • ALLEVAMENTO ALL'APERTO - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE "1": le galline possono razzolare all'aperto per alcune ore al giorno in un ambiente esterno protetto dal contatto con altri animali. Le uova in questo tipo di allevamento possono essere deposte sul terreno o nei nidi. La densità all'esterno di questo allevamento sono di 1 gallina ogni 4 m2.
  • ALLEVAMENTO A TERRA - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE "2": le galline vengono allevate in capannoni all'interno dei quali possono muoversi liberamente ma non hanno l'accesso all'esterno. Le uova sono deposte sul terreno o sui nidi. La densità di questo allevamento sono di 4 galline su ogni 1 m2.
  • ALLEVAMENTO IN GABBIA - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE "3": le galline sono rinchiuse in gabbie disposte in file da 4 a 6, all'interno di capannoni chiusi, con ventilazione forzata e luce artificiale. La densità di questi animali è di circa 16-18 galline per metro quadrato. Le uova sono deposte su un nastro trasportatore che automaticamente le raccoglie.
Per conoscere tutte le piazze d'Italia dove, sabato 8 e domenica 9 marzo, sarà presente la LAV, si invita a consultare il sito www.lav.it o a telefonare alla sede nazionale LAV (tel. 06 4461325).
Disponibili: il Dossier LAV "L'allevamento di galline ovaiole" e la Guida-pratica all'etichettatura di uova di gallina



PASQUA, LAV: STOP ALLA MATTANZA DI AGNELLI E CAPRETTI PER CELEBRARE UNA FESTA DI RINASCITA! SEMPRE ELEVATO IL CONSUMO IN OCCASIONE DI QUESTA RICORRENZA, IN CALO LA MACELLAZIONE ANNUALE.

ALTERNATIVA VEGETARIANA GUSTOSA E SANA PER SALVARE MILIONI DI VITE: IL MENU DELLA LAV SU WWW.LAV.IT
Si avvicina la Pasqua, festa di rinascita ma non per gli animali: anche quest’anno saranno molte centinaia di migliaia gli agnelli e i capretti uccisi in pochi giorni per una discutibile e crudele tradizione che si accompagna a questa ricorrenza religiosa. Proprio in occasione della Pasqua e a Natale la macellazione di ovini e caprini in Italia raggiunge il massimo livello, un dato che ha trovato conferma anche nel corso della Pasqua del 2005 quando sono stati macellati 774.958 agnelli e agnelloni contro i 771.164 della Pasqua del 2004, con un totale di 892.914 ovini e caprini macellati per la Pasqua 2005 contro 928.261 per la festività del 2004 (dati Istat).
Se si confrontano i dati annuali forniti da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) che ha elaborato i dati Istat, si registra una flessione del 3,6% delle macellazioni di agnelli nel 2005 rispetto all’anno precedente, con 5.148.245 agnelli macellati nel 2005 rispetto ai 5.339.395 del 2004; la flessione scende al -1,9% se si includono tutti gli ovini (quindi anche agnelloni, castrati, pecore e montoni). La macellazione di capretti e caprettoni nel 2005 si è ridotta del 16,3% rispetto al 2004 e sommando le macellazioni annuali di ovini e caprini la flessione è del -2,5%, con 6.848.805 ovini e caprini macellati nel 2005 rispetto ai 7.027.114 del 2004. Il consumo pro capite nazionale di ovicaprini nel 2005 è stimato in 1,5 kg (era 1,7 kg nel 1999). Lo scorso anno l’Italia ha importato ben 1.560.730 agnelli (1.524.114 nel 2004), di cui gran parte, ovvero 1.166.021 agnelli, importati da Ungheria e Romania: controlli effettuati in Italia hanno confermato che questi lunghi ed estenuanti “viaggi della morte”, per lo più su Tir, presentano diffuse e gravi irregolarità e costringono gli animali a grandi sofferenze fino al punto di giungere già morti al luogo di macellazione.
Oltre alle motivazioni etiche di condanna di una Pasqua condita con il sangue di agnelli e capretti, vi è una ulteriore ragione per preferire in maniera consapevole un menu vegetariano: c’è il rischio, infatti, che sui piatti dei pranzi di Pasqua e Pasquetta finiscano agnelli, capretti e altri animali rubati oppure macellati clandestinamente negli stessi allevamenti rurali, spesso preferiti dai consumatori nell’errata convinzione che simili sistemi di "zootecnia artigianale" garantiscano più genuinità delle carni. La LAV chiede maggiori controlli ai fini della repressione di furti e macellazioni clandestine; secondo le leggi in vigore, le macellazioni "fai da te" di agnelli e capretti sono consentite solo per autoconsumo familiare con esclusione della vendita e, comunque, sempre con lo stordimento obbligatorio. I trasgressori devono essere sanzionati in base ai Decreti Legislativi 286 del 1994 e 333 del 1998. Infine, vi è il rischio di acquistare animali spacciati per nazionali ma in realtà importati dall’estero.
Per dire basta a questa tradizione di violenza sulle tavole italiane, la LAV propone un menu alternativo, completamente privo di ingredienti di origine animale ma ugualmente gustoso: antipasto con carpaccio di carciofi, gnocchi di ortiche con sugo di asparagi, involtini di seitan aromatici e, per dolce, una colomba alle carote. Queste e altre ricette gustose sono disponibili sul sito internet della LAV www.lav.it dove è possibile trovare anche informazioni e consigli per avvicinarsi alla scelta vegetariana in modo corretto sotto l’aspetto nutrizionale. L’alimentazione vegetariana è adatta a tutte le fasce di età e di attività, e protegge da numerose malattie causate direttamente o indirettamente dal consumo di carne e grassi animali.



CAVALLI MALTRATTATI, LAV: CORSI DI FORMAZIONE PER GLI “AMICI DEI CAVALLI” ORGANIZZATI A MONTAIONE (FIRENZE), PRESSO VILLA DA FILICAJA, NEI WEEKEND 9-10 E 23-24 FEBBRAIO

Nei weekend 9-10 e 23-24 febbraio si terranno a Montaione (Firenze), presso Villa da Filicaja, i corsi di formazione (di secondo livello) per gli “Amici dei Cavalli”. Il Progetto “Amici dei Cavalli” è nato nel 2006 da un accordo tra la LAV (www.lav.it) e la Fondazione Flaminia da Filicaja (www.filicaja.org), ed ha come scopo la cura e il recupero di cavalli, pony, muli, asini e bardotti in difficoltà, come nel caso di equini maltrattati o altrimenti destinati alla macellazione. Si tratta della prima e unica esperienza di questo genere in Italia e la seconda in Europa (in Gran Bretagna esiste un progetto analogo, avviato di recente).

Il progetto si avvale di volontari formati attraverso appositi corsi tenuti da qualificati docenti: professori universitari, veterinari, etologi, legali ed esperti in singoli aspetti del settore equestre.

I corsi di formazione programmati a febbraio saranno tenuti da:

  • Prof. Fabrizio Passamonti: docente di malattie infettive - Facoltà di Medicina Veterinaria - Università degli Studi di Perugina;
  • Prof. Gianfranco Alessi: docente di Comunicazione nei Gruppi - Facoltà di Scienza della Formazione - Università degli Studi di Catania;
  • Dott. Iacopo Secco: Dip. di Patologia, Diagnostica e Clinica Veterinaria - Facoltà di Medicina Veterinaria - Università degli Studi di Perugia;
  • Dott. Stefano Franceschini: UOC Sanità Animale - Azienda USL 11

La LAV ha già salvato, negli ultimi anni, numerosi equidi che successivamente sono stati affidati a famiglie, seguite costantemente dai volontari Amici dei Cavalli. L’Associazione ha inoltre elaborato una proposta di legge sulla tutela degli equini e il loro riconoscimento come animali d’affezione.

La Fondazione Flaminia da Filicaja è invece il primo e unico centro in Italia specializzato nel recupero psicofisico degli equidi sottoposti a maltrattamenti e sequestrati in base alla legge 189 del 2004 (maltrattamento di animali). Qui i cavalli vengono tenuti in totale libertà in grandi spazi e vivono in branco in un contesto molto simile a quello che troverebbero in natura: al termine della loro riabilitazione psicofisica è possibile darli in adozione a famiglie che ne facciano richiesta, attraverso una accurata procedura di valutazione e selezione.

Più in generale i compiti degli Amici dei Cavalli sono:

  • diffusione delle conoscenze sul corretto rapporto tra umani ed equidi; diffusione delle conoscenze sui comportamenti equini;
  • visite preventive a privati che vorrebbero in affidamento un equide della LAV (verifica logistica, motivazionale, ecc.);
  • visite di controllo periodiche a equidi che la LAV ha affidato a privati, con funzione di verifica del rispetto di quanto previsto nel contratto di affido e anche di educazione degl