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Comunicato Stampa di Venerdì 26 Giugno 2009

BOCCONI AVVELENATI A PORDENONE IN VICOLO MOLINARI LA STRAGE CONTINUA MORTE ALTRE DUE GATTINE
LA LAV DENUNCIA DRAMMATICO FENOMENO - UNA PRATICA ILLEGALE E CRUDELE
IL COMUNE DI PORDENONE TUTORE DEGLI ANIMALI E DEL TUTOR DELLA COLONIA HA PRESENTATO DENUNCIA CONTRO IGNOTI


Nel 2008 le prime avvisaglie di insofferenza verso i gatti della colonia felina di vicolo Molinari, con varecchina ed ammoniaca nelle ciotole. Oggi due gattine di proprietà morte avvelenate. Il Comune di Pordenone, informato dell'accaduto ha proceduto con denuncia contro ignoti depositata presso la Questura e, in base all'Ordinanza ministeriale "Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati", procederà alla  bonifica dell'area direttamente interessata dall' avvelenamento, prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica, nonché verranno intensificati i controlli da parte delle autorità preposte e assunte tutte le iniziative più opportune  affinché episodi di tal fatta non abbiano a ripetersi. Va sottolineato che l'Ordinanza prevede: l'obbligo per i Sindaci, ai quali siano pervenute segnalazioni di sospetti avvelenamenti, di disporre l'immediata apertura di un'indagine e provvedere ad attivare le iniziative necessarie alla bonifica dell'area interessata, nonché segnalare l'area con un'apposita cartellonistica. L'obbligo, per il medico veterinario, di dare immediata comunicazione al Sindaco e al Servizio Veterinario della Azienda Sanitaria Locale competente per territorio qualora emetta diagnosi di sospetto avvelenamento sulla base di una sintomatologia conclamata o venga a conoscenza di un caso di avvelenamento di un animale domestico o selvatico. In caso di morte dell'animale, poi, il medico veterinario dovrà anche inviarne le spoglie e ogni altro campione utile all'identificazione del veleno o della sostanza che ha causato il decesso, all'Istituto Zooprofilattico che dovrà compiere l'autopsia, effettuare analisi sui campioni e comunicarne gli esiti al medico veterinario, al sevizio veterinario della ASL competente e, nel caso in cui le analisi siano positive, all'autorità giudiziaria. Ma l'Ordinanza prevede precise responsabilità anche per il proprietario, che in caso di morte dell'animale deve darne comunicazione alle autorità competenti: i casi di avvelenamento, infatti, fino a oggi spesso non vengono segnalati, rendendo difficile determinare la reale tragicità del fenomeno e l'avvio di indagini per punire gli avvelenatori. L'Ordinanza prevede inoltre una necessaria regolamentazione delle attività di derattizzazione e l'obbligo per i produttori di presidi medico-chirurgici, di prodotti fito-sanitari e di altre sostanze pericolose a uso domestico, civile e agricolo, di aggiungere al prodotto una sostanza amaricante, che lo renda sgradevole ai bambini e agli animali, per evitarne l'ingestione accidentale. "Finalmente abbiamo a disposizione un nuovo importante strumento che istituisce sinergie indispensabili per contrastare il problema dei bocconi avvelenati, una pratica che, come testimoniano le numerosissime segnalazioni giunte alla LAV, è in continua e drammatica espansione - conclude  Guido Iemmi LAV Pordenone- Riteniamo fondamentale, però, la trasformazione dell'Ordinanza Martini in legge, per sanzionare eventuali comportamenti omissivi e per accogliere ulteriori importanti misure per fermare gli avvelenatori quali: un modulo unico di segnalazione per i medici veterinari e avvisi pubblici da esporre nei punti vendita di sostanze con cui è possibile confezionare bocconi avvelenati e, relativamente alla caccia, altro ambito tipico di queste pratiche,  l'interdizione dell'attività venatoria nelle zone colpite dal fenomeno" “ L' episodio oltre a configurare le fattispecie di reato di cui agli artt. 544 bis e 674 c.p., trova giusta e specifica collocazione nella recente ordinanza ministeriale ‘Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati’ datata 18/12/2008 a firma del Ministro Martini, la cui ratio è proprio quella di contrastare   il fenomeno di uccisione di animali mediante l' utilizzo di esche o bocconi avvelenati (.) tenuto conto che la presenza di veleni e sostanze tossiche sul territorio (.) rappresenta un serio rischio per la popolazione umana e per l' ambiente (.)in particolare per i bambini" ha dichiarato l'avv. Michela De Marchi della LAV di Pordenone.



Comunicato Stampa di Martedì 23 Giugno 2009

A PRATA DI PORDENONE MASSACRATO A FUCILATE UN CANE, SFUGGITO ALLA SUA PROPRIETARIA, SI PRESUME DAL VICINO DI CASA
INUTILI I DISPERATI TENTATIVI DA PARTE DEL VETERINARIO DI SALVARE IL POVERO ANIMALE.
LA LAV DARA’ ASSISTENZA LEGALE AI PROPRIETARI DEL CANE UCCISO


Da una sommaria ricostruzione dei fatti sembra che lo scorso 25 maggio il cane, un meticcio di taglia piccola, di proprietà di R.F., si sia allontanato dalla propria abitazione, forse richiamato da alcune femmine in calore che si trovavano nelle vicinanze. Sono stati sufficienti pochi istanti affinché il presunto colpevole impugnasse l’ arma da fuoco, quasi certamente un fucile da caccia, e, senza porsi alcuno scrupolo riguardo all’ eventualità di colpire anche delle persone, avrebbe esploso un colpo in direzione del cane che si trovava tra l’ erba nel vigneto retrostante la sua abitazione. Il proprietario del cane e i suoi familiari, allarmati dallo sparo, si sono immediatamente recati presso l’ abitazione dell’ uomo, che alcuni giorni prima pare avesse già preannunciato le proprie intenzioni, cogliendolo pressocchè sul fatto, mentre sarebbe stato in procinto di liberarsi dell’ animale ferito. L’ uomo avrebbe peraltro ammesso innanzi a testimoni di aver sparato al cane che, seppur immediatamente soccorso, di lì a poche ore è poi deceduto in conseguenza delle ferite riportate. La Lav, tramite i suoi legali, si sta occupando del caso fornendo alla persona offesa l’ appoggio e ogni utile indicazione per un’ eventuale costituzione nel processo penale. Commenta la Lav, attraverso i propri legali : “Nel caso di specie il presunto responsabile oltre a rispondere per il reato di cui all’ art. 544 bis c.p., potrebbero aversi ulteriori e più gravi profili di responsabilità per le minacce e la premeditazione, e soprattutto in relazione al possesso e all’ uso in una zona abitata dell’ arma da fuoco. Ancora una volta non ci resta che confidare nel lavoro della Procura della Repubblica, rinviando all’ esito delle indagini ogni più opportuna valutazione”. “Dopo l'entrata in vigore della legge 189/04 (“Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”)” ha dichiarato Iemmi Guido responsabile LAV “ diverse sono state le condanne per maltrattamento o uccisione di animali, la maggior parte delle quali a seguito di decreto penale o condanna a pena pecuniaria. L’ultima in ordine di tempo, a seguito di denuncia della LAV nel 2008, ha visto la condanna del pensionato di Sacile (PN), che aveva impiccato un gatto. Il Giudice di Pordenone, ha reso esecutivo un decreto penale di condanna da 3.420 Euro di multa “.



Da Il Gazzettino di Giovedì 25 Giugno 2009

Il meticcio si era allontanato da casa finendo in un’altra proprietà. È stato colpito con un fucile da caccia ed è morto poco dopo
Spara al cane dei vicini, la Lav si mobilita
Gli aninalisti denunciano un caso accaduto a maggio e promettono battaglia legale

Lav di nuovo mobilitata. Gli animalisti raccontano che lo scorso 25 maggio un meticcio di taglia piccola, di proprietà di R.F., si era allontanato dalla propria abitazione, forse richiamato da alcune femmine. Un uomo avrebbe esploso con un fucile da caccia un colpo in direzione del cane che si trovava tra l’erba nel vigneto retrostante la sua abitazione. Il proprietario del cane e i suoi familiari, allarmati dallo sparo, si sono immediatamente recati nell’abitazione dell’uomo, che alcuni giorni prima pare avesse già preannunciato le proprie intenzioni, cogliendolo pressocchè sul fatto, mentre sarebbe stato in procinto di liberarsi dell’ animale ferito. L’uomo avrebbe peraltro ammesso innanzi a testimoni di aver sparato al cane che, seppur immediatamente soccorso, di lì a poche ore è morto. La Lav, tramite i suoi legali, si sta occupando del caso fornendo alla persona offesa l’ appoggio e ogni utile indicazione per un’ eventuale costituzione nel processo penale. Commenta la Lav, attraverso i propri legali: «Il presunto responsabile oltre a rispondere per il reato di cui all’ articolo 544, potrebbero aversi ulteriori e più gravi profili di responsabilità per le minacce e la premeditazione, e soprattutto in relazione al possesso e all’ uso in una zona abitata dell’ arma da fuoco. Ancora una volta non ci resta che confidare nel lavoro della Procura della Repubblica, rinviando all’ esito delle indagini ogni più opportuna valutazione». Dopo l'entrata in vigore della legge sul divieto di maltrattamento degli animali, ha dichiarato Guido Iemmi, responsabile della Lav, diverse sono state le condanne per maltrattamento o uccisione di animali, la maggior parte delle quali a seguito di decreto penale o condanna a pena pecuniaria».



Dal Messaggero Veneto di Giovedì 25 Giugno 2009

Cane ucciso a fucilate, esposto della Lav
Il veterinario ha provato, invano, a salvare l’animale colpito da una salva di pallettoni
L’episodio, sul quale indagano i carabinieri, risulterebbe l’epilogo di una lite tra vicini
L’associazione animalista ha garantito l’assistenza legale alla proprietaria della bestiola

Finirà in tribunale una brutta storia di cattivo vicinato. La vicenda ha avuto come sfondo il comune di Prata. Quanto avvenuto un paio di settimane fa è l’epilogo di una serie di litigi e di alterchi fra cittadini. A farne le spese una vittima innocente: un animale. La Lav, la Lega antivivisezione, ha annunciato che fornirà assistenza legale ai proprietari di un cane abbattuto a fucilate presumibilmente dal vicino di casa della sua padrona. A una prima ricostruzione dell’accaduto, l’animale, sfuggito al controllo della propria padrona, spinto dall’istinto si sarebbe introdotto nella proprietà privata di un pratese, proprietario di alcune cagnette in calore. Per circostanze non del tutto chiarite, l’uomo si sarebbe armato con una carabina. Sarebbe, quindi, partita una salva di pallettoni. Il cane, colpito dai pallettoni, non è morto all’istante: il veterinario di Brugnera ha cercato in tutti i modi di salvarlo. L’intervento dello specialista è risultato inutile. L’animale non è sopravvissuto alla dolorosa agonia. L’episodio non è passato inosservato. La Lav ha garantito l’assistenza legale ai proprietari del cane ucciso nel caso intendessero sporgere querela contro chi l’avrebbe colpito a morte. Lav, la principale associazione animalista italiana, inoltre, ha presentato un esposto ai carabinieri di Prata con il quale l’associazione di protezione animale fornisce la propria versione dei fatti. A indagini in corso, le bocche dei protagonisti rimangono rigorosamente cucite anche se, a quanto trapelato, l’uccisione del cane sarebbe solamente la punta dell’iceberg di una lunga serie di rapporti litigiosi e di minacce fra le famiglie coinvolte. Qualunque sia lo scenario, resta il fatto che a rispondere per le responsabilità e i bollenti spiriti degli umani ancora una volta è stato un cane il quale, quando fa comodo, è il migliore amico dell’uomo e in altri casi è soltanto un bersaglio ignaro sul quale scaricare la rabbia del momento. Per ironia della sorte, l’ultimo incontro pubblico organizzato dalla Lav ssede territoriale di Pordenone) aveva per tema “Il valore della diversità: per una corretta convivenza tra uomo e animali nella città”.

Giacinto Bevilacqua



IL VALORE DELLA DIVERSITA'

PER UNA CORRETTA CONVIVENZA TRA UOMO E ANIMALI NELLA CITTA’

Conferenza del dottor

ROBERTO MARCHESINI

etologo


GIOVEDI' 4 Giugno 2009

Ore 17.30

Palazzo Montereale Mantica

Corso Vittorio Emanuele II, 56 Pordenone

La conferenza è organizzata

dall’Assessorato alle Politiche sociali - Servizio per la Tutela degli Animali

e LAV Sede territoriale di Pordenone

Info 3204795023

Roberto Marchesini, studioso di scienze biologiche e di epistemologia, scrittore e saggista, ha pubblicato numerosi articoli e ricerche sul rapporto uomo/animale e sulle applicazioni didattiche, consulenziali e assistenziali della relazione con l’animale. Presidente della Società italiana di Scienze Comportamentali Applicate e direttore della Scuola di Interazione Uomo Animale, insegna Scienze Comportamentali Applicate in alcuni atenei italiani.

Tra i saggi pubblicati: Il concetto di soglia (Theoria, 1996), La fabbrica delle chimere (Bollati Boringhieri, 1999), Bioetica e scienze veterinarie (ESI, 2000), Lineamenti di zooantropologia (Edagricole-Calderini, 2000), Post-human (Bollati Boringhieri, 2002), Imparare a conoscere i nostri amici animali. Guida per insegnanti (Giunti, 2003), Nuove prospettive nelle attività e terapie assistite dagli animali (Edizioni Scivac, 2004), Canone di Zooantropologia Applicata (Apeiron, 2004), Fondamenti di Zooantropologia. Zooantropologia applicata (Alberto Perdisa Editore, 2005).




Da Il Gazzettino di Venerdì 29 Maggio 2009

Sacile, Decreto penale di condanna per maltrattamenti
Pensionato impiccò i gatti, paga 3 mila euro di multa

I dirigenti della Lav che, grazie alle testimonianze raccolte, avevano avviato l’azione penale con una denuncia, avevano definito l’orto degli orrori, quello gestito e coltivato a San Liberale dal pensionato Severino Battistella, 77 anni, via Marconi. Secondo la denuncia della Lav, che è diventata l’elemento di prova decisivo per la Procura e per il giudice delle indagini preliminari, in quel pezzo di terra si sarebbero consumate numerose atrocità nei confronti di alcuni gatti che sarebbero stati bastonati o finiti con in collo dentro ad un cappio, soffocando. Proprio esaminando la denuncia della Lav, che ha trovato conferme decisive nelle successive indagini dei carabinieri di Sacile, il giudice Pordenone ha reso esecutivo un decreto penale di condanna da 3420 euro di multa nei confronti di Severino Battistella. Al pensionato, a questo punto, toccherà pagare oppure presentare opposizione, decidendo di affrontare il processo per dimostrare la propria estraneità dalle contestazioni. L’inchiesta nei confronti di Severino Battistella prese il via nella primavera del 2008 quando il responsabile provinciale della Lav, Guido Iemmi, presento la denuncia, dopo aver ricevuto decine e decine di segnalazioni di sacilesi, che volevano far finire i maltrattamenti agli animali nel cosiddetto "orto degli orrori". Una decina di persone, tra le quali la padrona, sostennero di aver visto un pensionato uccidere a bastonate un gatto (come ricostruito dai carabinieri fatti tempestivamente accorrere). In altre occasioni i cittadini di San Liberale videro gatti imprigionati in gabbiette di ferro o strangolati da piccoli cappi che erano stati piazzati nell’orto. Tutto ciò fece scattare la denuncia per maltrattamenti di animali che è terminata col decreto penale di condanna. Una storia che potrebbe ripetersi per quanto accaduto ad Azzano Decimo.



Comunicato stampa della LAC - Lega per l'Abolizione della Caccia

La Lega per l'Abolizione della Caccia Sezione del Friuli Venezia Giulia esprime la propria  soddisfazione dalla recentissima pronucia – resa nota solo ieri – della Corte Costituzionale la quale con la sentenza n. 165 del 2009 ha accolto sostanzialmente tutti i rilievi avanzati dalle associazioni ambientaliste - WWF, LIPU, Lega per L'abolizione della Caccia, Legambiente e LAV . Sono state cancellate le norme con le quale si voleva ridurre le aree interdette alla caccia. E' stato spazzato via il pericolo che fosse riaperta l'uccellagione in Friuli Venezia Giulia, pratica, l'uccellagione, nel resto d'Italia sanzionata penalmente  con l''arresto fino ad un anno o l'ammenda fino a 2000 Euro.
Ed ancora cancellate quelle norme che escludevano gli ambientalisti da ogni scelta che riguardasse la caccia in questa regione e che rendeva i cacciatori gli unici controllori di se stessi.
E' bene ricordare che detta legge fu approvata dal centrosinistra sotto l' assessorato di Enzo Marsilio, fortemente sostenuta da Federcaccia Friulana ma votata anche da consiglieri di centrodesta.
Alessandro Sperotto, Delegato della Lega per l' Abolizione della Caccia del Friuli Venezia Giulia ha dichiarato: “La politica filo cacciatori ha perso! Avevamo sempre sostenuto l'illegittimità di questa norma sin dalla sua presentazione come disegno di legge, ma l'assessore Marsilio fece sempre spallucce”. Se non ci fosse stata la memoria delle associazioni ambientaliste che scrissero pochi giorni dopo all'approvazione della legge all'allora governo Prodi e, quindi senza questa Sentenza della Corte, si sarebbe compiuto l'ennesimo scempio alla fauna selvatica regionale già fortemente minacciata dal degrado ambientale. Se l'attuale Giunta regionale avesse la volontà di salvaguardare veramente il patrimonio faunistico, che è di tutti, fermerebbe domani stesso ogni forma di caccia in virtù del vuoto normativo che si è venuto a creare e dall'obbligo di precludere all'attività venatoria nuove aree.”



Cacciatori una... specie in via d'estinzione!

Dalla Posta dei Lettori del Messaggero Veneto di Mercoledì 22 Aprile 2009

Scrivo in riferimento alla lettera del 17 aprile scorso del signor Marco Buzziolo, presidente del Circolo friulano cacciatori, in particolare in riferimento alla sua affermazione «la stragrande maggioranza dei cittadini, in occasione dei tanti referendum abolizionisti che si sono tenuti, è rimasta a casa, manifestando quello che i giuristi considerano un no rafforzato». Propongo, allora, di andare a vedere cosa dicono i numeri nudi e crudi. Cominciamo dal numero dei cacciatori. In riferimento ai dati forniti dall’Istat, nel 1980 vi erano 1.701.853 cacciatori, equivalenti al 3% dell’allora popolazione italiana, mentre nel 2006 il numero dei cacciatori è sceso a soli 765.404, equivalenti a poco più dell’1% dell’attuale popolazione italiana, con un calo ben del 55%. A ciò va aggiunto che l’età media dei cacciatori si sta alzando, ipotizzo a causa di scarso interesse da parte dei giovani. Considerate queste percentuali, se i cacciatori in quanto tali fossero un partito politico, non avrebbero neppure un seggio né alla Camera (soglia del 4% su base nazionale) né al Senato (soglia dell’8% su base regionale). Passiamo poi ai citati referendum inerenti alla caccia. Consultando i dati del ministero dell’Interno, si ricava che ve ne sono stati 2 nel 1990 e uno nel 1997 che hanno avuto un’affluenza rispettivamente del 43%, 43% e 30%, con una percentuale a favore delle restrizioni sulla caccia rispettivamente del 92%, 92% e 81%. Chiaramente si può obiettare che il quorum non è stato raggiunto. Se però andiamo ad analizzare i referendum dal 1990 a oggi, su 9 giornate di consultazione solo in 3 giornate i referendum proposti (sui più svariati argomenti) sono riusciti a raggiungere il quorum. Questo è indice che più che per manifestare un «no rafforzato», semplicemente i cittadini italiani sono spesso, e aggiungo purtroppo, disinteressati a questo strumento legislativo. Passiamo infine ad analizzare alcuni sondaggi. Un sondaggio Swg del 2001, relativo alla caccia ai piccoli uccelli, riporta un 87% di sfavorevoli e un 5% di indecisi; un sondaggio Abacus del 2003 riporta un 72% di contrari alla caccia e un 6% di indecisi; un sondaggio Eurisko del 2005 riporta un 74% di contrari alla caccia e un 11% di indecisi e infine un sondaggio Ipsos del 2009 riporta un 69% contrari alla caccia e un 21% indecisi. Questi sono i dati oggettivi. E da tali dati mi sembra che emerga in modo decisamente evidente che la stragrande maggioranza della popolazione italiana è fortemente contraria alla caccia.



Comunicato stampa di Venerdi 17 Aprile 2009

GLI ANIMALI SONO ESSERI VIVENTI E SENZIENTI. LA LAV: “LA LEGISLAZIONE IN VIGORE TUTELA I LORO DIRITTI. CONOSCERE E OSSERVARE LE LEGGI SONO UN DOVERE DEL CITTADINO. PER RAPPORTARCI CON GLI ANIMALI E’ NECESSARIO COMPRENDERE IL VALORE DELLA LORO DIVERSITA’”

La LAV Lega Anti Vivisezione, sede territoriale di Pordenone, organizza ad Azzano Decimo (PN), presso la Casa dello Studente, il giorno mercoledi 22 aprile alle ore 18,00, la conferenza: “La legge tutela gli animali: impariamo a rispettarli”

In occasione della ricorrenza del trentennale di presenza dell’associazione sul territorio, la LAV di Pordenone ha preparato un progetto per un “pronto intervento” di comunicazione che prevede, nei comuni in cui si verificassero casi di maltrattamento sugli animali in violazione alla normativa penale vigente, l’organizzazione di una conferenza pubblica, con l’intento di sensibilizzare i cittadini, approfondendo la conoscenza delle leggi di tutela degli animali e informandoli su come stimolare un rapporto empatico, veicolandolo per un corretto approccio e riconoscimento del valore della diversità animale. Contestualmente, la LAV presenterà ai sindaci un programma di iniziative formali atte a regolamentare, relativamente alle leggi vigenti, la tutela degli animali nel territorio comunale.

L’efferato fatto di violenza accaduto ad Azzano Decimo, e comunicato dai Carabinieri il 26 marzo, nei confronti di due cani, di cui uno ammazzato a bastonate, ha dato l’occasione alla LAV di mettere in atto la prima iniziativa di questo programma. Il Sindaco ne ha riconosciuta la valenza patrocinando l’iniziativa. Il saluto ai convenuti sarà rivolto dal Consigliere comunale Alberto Locatelli.

Di seguito, i relatori e gli argomenti che verranno trattati:

dr.ssa Ornella Delneri Medico veterinario Comportamentalista
“L’educazione, cosa stiamo facendo”

avv. Michela De Marchi legale di riferimento LAV
“Evoluzione nel diritto delle condotte perseguibili. Dagli articoli 638 e 727 c.p. alla Legge 189/2004 e alle nuove prospettive per il futuro”

Guido Iemmi responsabile territoriale LAV
“La LAV di Pordenone compie 30 anni, una… vita in difesa dei diritti agli animali“



Comunicato stampa di Sabato 4 Aprile 2009

CI RISIAMO CON LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DEGLI ANIMALI

Nell’ultimo mese a Sacile e a Caneva qualcuno ha sparato a ben cinque gattI

Il proprietario P.G. di via Roma a Caneva ha visto il proprio gatto, un europeo di sette anni che si dimenava e lamentava con miagolii lunghi e dilatati. Andatogli incontro, si è trovato davanti uno spettacolo agghiacciante: il muso insanguinato e l’occhio sinistro del gatto con un foro. L’animale è stato urgentemente trasportato presso un ambulatorio veterinario di Sacile, specializzato in oftalmologia, dove i veterinari hanno rilevato che un corpo estraneo aveva perforato l’occhio, oltrepassandolo e andandosi a conficcare nello zigomo. L’occhio è stato asportato e nell’osso è stato trovato un proiettile del tipo a piumino, tipico delle carabine ad aria compressa.

Nell’ultimo mese, presso quell’ambulatorio veterinario, sono stati ricoverati altri quattro gatti, provenienti dal territorio comunale di Caneva e uno da Sacile colpiti sempre da quel tipo di proiettili.

“Chi spara o maltratta animali è un turpe individuo non degno di una società civile” ha dichiarato Iemmi Guido della LAV “ Detenere una carabina non denunciata, anche se ad aria compressa, è reato. Lo sparo in luogo pubblico e il maltrattamento di animale. Sono reati da Codice Penale ove è previsto l’arresto e la pena”.

Nel caso specifico del ferimento di un gatto si ipotizza il reato di cui all’ art. 544 ter, primo comma, del Codice Penale, ovvero cagionare per crudeltà o senza necessità, una lesione ad un animale.
Il titolo IX bis del Codice Penale, introdotto dalla legge n. 189/2004, contempla quattro fattispecie di reato ai danni degli animali: uccisione, maltrattamento da cui deriva lesione o morte, organizzazione e promozione di spettacoli o manifestazioni che ne comportino sofferenza e, da ultimo l’ organizzazione di combattimenti o competizioni non autorizzate.
In tutte le ipotesi la competenza è del Tribunale Monocratico ed è prevista la procedibilità d’ ufficio, ovvero a prescindere dalla presentazione della querela da parte della persona offesa, potendo chiunque denunciare il fatto.
Quanto alle pene previste per questi reati, in ipotesi di lesione non aggravata è prevista la reclusione da uno a tre mesi o, in alternativa,la multa da 3.000 a 15.000 euro; ma per i reati più gravi, quali l’ organizzazione di combattimenti, la pena della reclusione può giungere fino ad un massimo di tre anni con l’ aggiunta di una multa sino ai 160.000 euro.
Naturalmente alla persona offesa, quando sia possibile individuare i presunti colpevoli, è data altresì la possibilità di agire per ottenere il risarcimento del danno, sia mediante la costituzione di parte civile nel processo penale che promuovendo un’ autonoma azione civile.

La LAV – Lega Anti Vivisezione mette a disposizione il proprio Ufficio legale inoltre, per e azioni da intraprendere a difesa dei diritti degli animali liberi e di proprietà
Tel: 338 1615042
E-mail: lav.pordenone@infolav.org



Da Il Gazzettino di Domenica 5 Aprile 2009

Fucilate contro i gatti

Nell’ultimo mese a Sacile e a Caneva ignoti hanno sparato a ben cinque gatti. La denuncia arriva dal responsabile territoriale della Lav, Guido Iemmi, che racconta la storia del felino appartenente a P.G., residente in via Roma a Caneva, il quale ha ha perso un occhio. Il gatto è stato portato dal veterinario di Sacile che, conficcato nello zigomo del felino, ha trovato un proiettile tipico delle carabine ad aria compressa. Iemmi aggiunge che nell’ultimo mese, all’ambulatorio veterinario sono stati ricoverati altri quattro gatti. La Lav mette a disposizione i propri legali.
Tel: 338 1615042
E-mail: lav.pordenone@infolav.org



Da Il Gazzettino di Domenica 29 Marzo 2009

Pordenone. Cane ucciso a sprangate e filmato: il Comune sarà parte civile

L'avvocato della LAV teme che i responsabili se la cavino con una sanzione pecuniaria. Sul caso gruppo su Facebook

La rabbia è tanta e tante sono state le persone che hanno telefonato in redazione o hanno inviato e-mail per manifestare incredulità e raccapriccio dopo aver appreso del massacro di un cane meticcio di piccola taglia ucciso a sprangate senza un perchè da un ragazzo e una ragazza.
Guido Lemmi, responsabile territoriale della LAV, annuncia che si costituiranno parte civile e parla di «maltrattamento e uccisione gravissimi sia per l’assoluta futilità dei motivi che avrebbero spinto l’uomo ad accanirsi contro un cane di piccola taglia sia per la crudeltà con cui è stato compiuto».
Il codice penale prevede pene molto aspre per questo tipo di reati; ma, secondo l’avvocato della LAV, Michela De Marchi, spesso questo tipo di reati vengono puniti «con un decreto penale di condanna, che significa poi una sanzione pecuniaria tante volte sospesa. Ma questo è un caso particolarmente grave e quindi valutremo il da farsi quando avremo in mano il fascicolo come parte civile. Ci opporremo comunque al decreto penale di condanna - sottolinea De Marchi - e speriamo che questa volta sarà una condanna esemplare».
Il caso ha avuto così vasta eco che si è addirittura costituito un gruppo in Facebook. Intanto il capogruppo di An, Alberto Locatelli, ha chiesto che il Comune si costituisca parte civile contro i due ragazzi.
Il cane di piccola taglia è stato ucciso a sprangate da Juan Diego Donadonibus, 22 anni, di Azzano Decimo, che dopo averlo ridotto a una carcassa senza vita con una spranga, lo ha legato e issato in aria. Poi ha continuato a infierire sul cane mentre Alice Taiariol, 21 anni, di Fiume Veneto, filmava la scena col telefonino; quindi i ruoli si sono invertiti: la ragazza lo predeva a sprangate, il ragazzo filmava. Una volta dato sfogo a tanta inutile crudeltà, i due hanno caricato il cane sul bagagliaio dell’auto del 22enne e lo hanno poi gettato in un fosso vicino all’abitazione della giovane.
La bestiola era infatti della mamma di Alice Taiariol, la quale fino all’ultimo ha creduto che il suo cane fosse stato ucciso da un’auto. Il video di quella scena piena di violenza e crudeltà è stato poi mostrato una sera agli amici del bar. Ed è stato proprio uno di loro ad avvisare i carabinieri di Fiume Veneto di quello che era accaduto. L’indagine è stata girata ai carabinieri di Azzano Decimo, competenti per territorio.
I due giovani sono stati denunciati dai carabinieri e dovranno rispondere di uccisione e maltrattamenti di animali.

Susanna Salvador



Da Il Gazzettino di Venerdì 27 Marzo 2009

Pordenone. Fidanzati uccidono cane a sprangate e lo filmano col cellulare

Le immagini della barbara esecuzione mostrate agli amici del bar. Entrambi i ragazzi di 22 anni sono stati denunciati

Hanno provato a far accoppiare un Dobermann con un cagnolino di piccola taglia ma, di fronte al rifiuto degli animali, hanno preso a sprangate, fino ad ucciderlo, il meticcio, filmando tutto col cellulare. I protagonisti di questa vicenda non sono sbandati ma due fidanzati 22enni della provincia di Pordenone.
Una coppia spietata, formata da un ragazzo di Azzano Decimo, e la compagna di Fiume Veneto, entrambi nella provincia di Pordenone. I due sono stati denunciati per l'uccisione dell'animale, di proprietà della mamma della ragazza.
Il delitto si è consumato a inizio marzo. I due giovani, in un capannone di proprietà dei genitori del ragazzo, hanno tentato di far accoppiare i due cani. Non essendoci riusciti, hanno legato con una corda al collo il meticcio e quindi, disturbati dal continuo abbaiare, lo hanno ucciso, colpendolo più volte con una barra di ferro.
Non paghi, hanno appeso la carcassa a un muletto montacarichi ed hanno filmato la scena col cellulare.
Il massacro filmato col cellulare e mostrato agli amici del bar. Alcuni giorni dopo, al bar con gli amici, hanno esibito il video, vantandosi della barbara esecuzione.
Nel corso delle indagini, è emerso che il ragazzo, nello stesso capannone e negli stessi giorni, aveva sottoposto a maltrattamenti anche il suo cane Dobermann, prendendolo a calci alla presenza di altre persone. Anche per questo motivo, il giovane è stato denunciato.



Comunicato stampa

ANIMALI, PORDENONE: CANE PICCHIATO A MORTE DA DUE GIOVANI.

LA LAV ESPRIME CONDANNA: "SEGUIREMO IL PROCEDIMENTO PENALE VALUTANDO L’OPPORTUNITA’ DI COSTITUIRCI PARTE CIVILE. NECESSARIO EDUCARE AL RISPETTO E ALLA LEGALITA'".

La LAV apprende con raccapriccio la notizia dell'ennesimo grave atto di violenza gratuita a danno di due cani indifesi, commesso ad Azzano Decimo, all’inizio di marzo, da parte di due persone: la notizia è giunta direttamente dal Comando Compagnia dei Carabinieri di Pordenone, alla conclusione delle indagini, tramite un proprio comunicato stampa.

I Carabinieri di Azzano Decimo denunciano una giovane coppia per uccisione di animali.

A conclusione di delicate ed articolate indagini avviate a seguito di un esposto-denuncia presentato presso la Stazione Carabinieri di Fiume Veneto (PN), i militari della Stazione di Azzano Decimo (PN) deferivano in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria:
D.J., classe 1986, residente nel territorio del Comune di Azzano Decimo, celibe, artigiano;
T.A., classe 1987, residente nel territorio del Comune di Fiume Veneto, nubile, disoccupata,
resisi responsabili in concorso del reato previsto e punito dagli artt.110 e 544 bis C.p. (uccisione di animale), nella fattispecie un cane di piccola taglia, di razza meticcia, dal mantello fulvo, di proprieta' F.L., classe 1958, di Fiume Veneto, operaia, madre convivente della T.A.
Nella medesima occasione il D.J. veniva altresì deferito per il reato previsto e punito dall’art.544 ter C.p. (maltrattamento di animali) commesso in danno del proprio cane.
I fatti risalgono alla prima decade del mese di marzo 2009, quando il D.J., prelevata presso la propria abitazione T.A., sua amica, dopo averla invitata a portare con se il cane di proprietà della madre, si recava in sua compagnia presso un capannone di proprietà dei propri genitori, nell’intento di fare accoppiare il piccolo meticcio con il proprio cane di razza dobermann. Di fronte alla ritrosia dei due cani ad assecondare i suoi voleri, il D.J. legava una corda al collo del cane meticcio, assicurandone poi l’estremità ad una solida base di ferro, non permettendo così al malcapitato animale alcun movimento. I due giovani si allontanavano dalla scena, spostandosi in un locale attiguo adibito ad ufficio. Tuttavia, disturbato dal continuo abbaiare del piccolo cane meticcio, il D.J. tornava spazientito all’interno del capannone e, armatosi di una barra di ferro, percuoteva il piccolo cane fino ad ottenerne il silenzio, per poi ritornare alla sua occupazione. Successivamente, di fronte al nuovo abbaiare dell’animale, il D.J. ritornava all’interno del capannone, colpendolo nuovamente e ripetutamente con la solita barra di ferro, fino a provocarne la morte. Resosi conto che l’animale non dava più segni di vita, dava notizia della sua morte all’amica T.A., figlia della proprietaria, convincendola a girare un video della macabre scena con la videocamera del telefono cellulare. Non pago di tutto ciò, il D.J., dopo aver legato una corda attorno alla carcassa del cane meticcio, ed assicurata l’estremità opposta ad un muletto montacarichi, sollevava il corpo senza vita dell’animale di quel tanto che ara necessari per farlo penzolare e, mentre la T.A. riprendeva la macabra scena col proprio telefono cellulare, il D.J. infieriva, colpendolo con la barra in ferro, sulla carcassa dell’animale. La medesima operazione veniva successivamente ripetuta anche dalla T.A.. Alcuni giorni dopo, la “strana coppia” si recava all’interno di un locale pubblico dove, tra una consumazione e l’altra, mostrava orgogliosamente il video ad alcuni avventori loro conoscenti. Nel corso delle indagini si accertava, inoltre, che D.J., sempre nella prima decade del mese di marzo 2009, all’interno del medesimo capannone di proprietà dei genitori, maltrattava il cane di razza dobermann di sua proprietà prendendolo a calci alla presenza di altre persone."


"L’Ufficio legale è già allertato in attesa che venga emesso il rinvio a giudizio a carico delle persone resisi responsabili in concorso e colpevoli di aver brutalmente infierito su questi due cani fino a provocare la morte di uno e valuteremo l’opportunità di costituirci parte civile contro i colpevoli - spiega Guido Iemmi responsabile territoriale LAV - Si tratta di un maltrattamento e uccisione gravissimi, sia per l'assoluta futilità dei motivi che avrebbero spinto l’uomo ad accanirsi contro un cane di piccola taglia, che per la crudeltà con cui è stato compiuto, aggravato dalla morte dello stesso che comporta un aumento della pena fino alla metà. Purtroppo questi reati sono frequenti e anche in questo campo è necessario educare al rispetto e alla legalità denunciando i colpevoli e portando alla luce le violenze di cui sono vittime gli animali".
La LAV ringrazia chi ha effettuato l’esposto ed il Comando Carabinieri di Pordenone, che hanno permesso di risalire ai colpevoli di tanta barbarie. La sede LAV di Pordenone, per dare un aiuto concreto a tutti coloro che vogliono intervenire contro i soprusi a danno degli altri animali ha posto a disposizione il proprio recapito telefonico 320 479 5023 e l’indirizzo della sede via Carnaro 10 e posta elettronica lav.pordenone@infolav.org. Inoltre, mette a disposizione il proprio Ufficio legale con lo scopo di diffondere la conoscenza della legge sulla protezione degli animali (L.189/04), di aiutare coloro che intendono presentare una denuncia o un esposto alle Autorità per fatti riguardanti il maltrattamento degli animali e selezionare i casi più delicati per la costituzione di parte lesa e di parte civile della LAV.
La LAV di Pordenone, coglie questa occasione per comunicare che per l’autunno è già in programma di convocare un Seminario di studio sulla legge 189/04 contro il maltrattamento animale.
Un seminario indirizzato a tutto il personale delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale, Corpo Forestale Regionale e dello Stato, Polizia Municipale, Guardie Zoofile, Ordine Professionale Provinciale dei medici veterinari delle associazioni con decreto prefettizio. All’incontro saranno inoltre invitati i rappresentanti di tutte le amministrazioni locali del territorio provinciale e il personale dei Servizi Veterinari dell’ ASL.



Che fare....
Miniguida pratica, da stampare fronte-retro e tenere in portafoglio, per i casi di emergenza!



Campagna per la sterilizzazione




Campagna contro l'abbandono




Da Il Gazzettino di Domenica 8 Marzo 2009

Cibo avvelenato e spari contro i cani

San Quirino, un animale morto e tre intossicati. Bassotto colpito da un proiettile

Nell’arco di pochi mesi un cane è morto per avvelenamento, altri tre sono salvi per miracolo e un altro è in procinto di essere operato dopo essere stato colpito con un’arma da fuoco. La serie di “attentati” nei confronti dei cani si concentra tra le vie Casagrande e Franceschin, a San Foca di San Quirino e coinvolge non soltanto gli animali abituati ad andare in giro da soli, ma anche quelli che rimangono all’interno dei giardini privati. Polpette avvelenate sono infatti state rinvenute anche all’interno di proprietà private, oltre i cancelli. La sequenza di eventi ha avuto inizio il 6 gennaio. Rocki, il primo cane, viene trovato dai padroni in preda alle convulsioni. L’altro piccolo animale di casa, Vasco, viene poi trovato morto nel cortile e, accanto a lui, il vomito di veleno e prosciutto cotto. Rocki si è salvato dopo cinque giorni di ricovero nell’ambulatorio veterinario di Sedrano, mentre l’autopsia di Vasco ha rivelato che il cane aveva inghiottito una quantità enorme di veleno. L’11 gennaio, sempre in via Casagrande, sono state trovate due polpette avvelenate che, il sopralluogo dell’Azienda sanitaria ha ritenuto di dover far analizzare all’istituto zooprofilattico di Cordenons. Mentre sabato 28 febbraio, una donna ha soccorso il cagnetto Kim, inducendolo al vomito prima dell’inizio delle convulsioni. Anche lui aveva mangiato una polpetta killer. Il 2 marzo, ancora in via Casagrande, Lilla, una cagnetta ha iniziato a stare male dando gli ormai noti ed evidenti segni di avvelenamento. Gli abitanti della zona, tutte famiglie con giardino dove tengono cani e gatti, preoccupati, hanno avvertito i Carabinieri, che hanno avviato le indagini. Il tipo di veleno usato è noto e facilmente reperibile. Giovedì scorso, infine, qualcuno ha sparato a Bibi, bassotto tedesco di 9 anni. Tre giorni fa il cane è rientrato a casa, in via Franceschin, dalla sua padrona Ida, dopo il solito giretto per il quartiere. Il corpo gonfio e la febbre alta hanno convinto la veterinaria a verificare il sospetto, poi confermato ai raggi X: una pallottola conficcata nell’ascella. Ora Bibi, la mascotte dei bimbi che accompagna in chiesa, è in cura antibiotica e presto subirà l’intervento per l’estrazione del proiettile. Sonia Cortina, la veterinaria che si è occupata dei casi, ma non si esclude ache altre "vittime, si siano rivolte ad altri dottori, visto che in paese si parla di tre cani morti, ha inoltarto la denuncia all’Ass 6 e al sindaco che, stando alla recente normativa, deve provvedere ad avvisare i cittadini della pericolosità della zona. «C’è qualcuno a cui i cani danno fastidio – ha detto Cortina – li ammazzano con ipocrisia». Guido Iemmi, dalla Lav, ha aggiunto: «Invito tutti i residenti a stare in guardia. Di solito questi delinquenti sono anonimi e insospettabili vicini che agiscono perchè infastiditi dalla sola presenza degli animali. Speriamo che Asl e Comuni provvedano a bonificare l'area perché c'è sempre il rischio che anche i bambini possano venire in contatto con queste micidiali sostanze».

Francesca Orlando
Simona Basile



Comunicato stampa di giovedì 5 marzo 2009

INNOCENTI PRIGIONIERI DELL'UOMO. PRESIDIO INFORMATIVO LAV PRESSO IL CIRCO ACQUATICO LOREDANA BELLUCCI A CORDENONS

Domenica 8 MARZO dalle ore 14,30 alle15,30 la LAV Lega Anti Vivisezione ONLUS Sede Territoriale di Pordenone e provincia organizza un presidio informativo all'ingresso del circo Acquatico Bellucci, a Cordenons loc. Piscine, contro lo sfruttamento degli animali nel circo.
CIRCO ACQUATICO: un nuovo nome nella speranza dei circensi per rilanciare un attività anacronistica e crudele che attualmente è in caduta libera. Non più gli animali "tradizionalmente. feroci" bensì i quasi. domestici pinguini, pellicani, porcospino, tartaruga, iguana, foca.
Scopo dell'iniziativa, l'invito rivolto dalla LAV alla cittadinanza, e in particolare a coloro che pensano di assistere allo "spettacolo", a riflettere sulla sofferenza che si cela dietro l'impiego di animali nei circhi: violenze di ogni tipo, umiliazioni, continua prigionia in gabbie, non possono diventare attrazione. Tutto questo ha una valenza altamente diseducativa, anche e soprattutto per le giovani generazioni.
Autorevoli psicologi (oltre 300, nel documento contro lo sfruttamento animale proposto dalla Dr.ssa Annamaria Manzoni) hanno attestato infatti come la visione di animali privati della loro dignità, quali quelli utilizzati nei circhi, sia assolutamente a n t i e d u c a t i v a per i più piccoli, in tal modo allontanati da qualsiasi opportunità di sviluppare empatia e rispetto per i soggetti più deboli e indifesi.
La LAV ritiene inaccettabile continuare ad assistere alla sofferenza di altri esseri viventi, prigionieri e costretti a comportamenti innaturali, relegati in spazi angusti e condizioni climatiche ben diverse da quelle di origine. I circhi tradizionali si basano su una continua violenza nei confronti degli animali.
E' molto più bello ed educativo, quindi, divertirsi nella consapevolezza di non aver tolto a nessun animale il diritto alla libertà e alla felicità.
«Amo l'idea che l'arte possa esprimersi in qualsiasi forma - ha dichiarato Guido Iemmi, responsabile territoriale di Pordenone - ma come è vero che esiste un principio di diritto naturale per cui la libertà di ciascuno si arresta laddove inizia la libertà dell'altro, non può concepirsi come arte ciò che reclude, sopprime gli istinti, coarta i comportamenti. Purtroppo, troppo spesso l'unica vera attrattiva di questi tendoni viaggianti e anacronistici, privi di vera arte e di reali professionalità, continuano ad essere gli animali, vittime docili e malinconiche, eppure capaci di sopperire alla totale assenza di uno spettacolo degno di essere definito come tale. Perchè esistono realtà meravigliose, quali il canadese Cirque du Soleil, che non utilizzano animali, ma bisogna fare i conti col fatto che artisti non ci si improvvisa...carcerieri si». «Al contempo - continua Iemmi - siamo, tuttavia, convinti che i tempi siano maturi per giungere ad una svolta significativa ed è importante impegnarsi su più fronti per conseguire in tempi ragionevoli risultati importanti per gli animali».
E' anche questo che la LAV auspica da parte degli Amministratori locali: un salto. di cultura e qualità intellettuale; col solo, grande obiettivo che il circo senza animali diventi l'unica realtà possibile.
La LAV si è fatta, anzitutto, portavoce presso le Autorità competenti affinché siano svolti i controlli già previsti dalle leggi.



Da Il Gazzettino di domenica 15 febbraio 2009

Dieci gatti avvelenati, la Lav chiede ai sindaci la bonifica dei terreni

Sono ormai oltre dieci i gatti morti a seguito di ingestione di bocconi contenenti sostanze venefiche nonché, come accaduto a Sarone di Caneva, a seguito delle lesioni gravissime causate da una tagliola. I proprietari degli animali rimasti vittime di tali insidie, fra i quali Alessia Trivoli di Spilimbergo e Teodoro Innocente Camatta, hanno già sporto per il tramite della Lav denuncia alle autorità competenti, supportata dai certificati dei medici veterinari. «Al momento – fa sapere Guido Iemmi, responsabile territoriale della Lav -, seppur vi siano più che fondati sospetti nei confronti di determinati soggetti, le denunce sono state presentate contro ignoti».
Il proprietario del gatto avvelenato rinvenuto a Zoppola ha allertato i carabinieri avendo trovato nel parcheggio delle Case Ater, sotto un’auto, un boccone sospetto, ora al vaglio delle autorità. Attualmente l'utilizzo di bocconi avvelenati si configura come reato previsto e sanzionato specificamente dal Regio decreto 1265/1934, dalla legge 157 del 1992 e dal Codice penale. Di recente si è aggiunta l’ordinanza ministeriale del 18 dicembre 2008 che, oltre a ribadire la punibilità di tali condotte, pone precisi obblighi in capo alle autorità sanitarie e amministrative e in particolare ai sindaci dei comuni interessati dall’avvelenamento. Infatti, a norma dell’ articolo 4 di questa ordinanza, i primi cittadini hanno l’obbligo di provvedere alla bonifica delle aree interessate. «Entro 48 ore dalla segnalazione i sindaci sono tenuti ad individuare le modalità di bonifica del terreno e del luogo interessato dall’avvelenamento – ha specificato Michela De Marchi, avvocato di riferimento per la Lav -, prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica, nonché a intensificare i controlli da parte delle autorità preposte». Nei casi occorsi in questi giorni, la Lav, oltre a supportare i proprietari degli animali uccisi nella presentazione delle denunce, ha già predisposto le segnalazioni formali indirizzate ai sindaci dei Comuni interessati affinché adempiano agli obblighi previsti dalla recente disciplina ministeriale. «Le leggi che vietano e sanzionano questi comportamenti ignobili ci sono - ha dichiarato Guido Iemmi -. Il problema è individuarne i responsabili che di solito agiscono di notte. Invito tutti i residenti del posto a stare in guardia anche perché di solito sono anonimi ed insospettabili vicini che magari agiscono perché infastiditi dalla sola presenza degli animali. Siamo disponibili a fornire tutti i riferimenti normativi utili alle denunce da depositare entro i novanta giorni dai fatti. Speriamo che l'Asl e i Comuni provvedano presto a bonificare l'area perché c'è sempre il rischio che anche i bambini possano venire in contatto con queste micidiali sostanze».

Lor. Pad.